Tra Umbria e Toscana
Residenza privata

Due nuclei familiari, un organismo architettonico: spazi condivisi e autonomie definite in un unico piano abitabile.
Il progetto inizia da qui.
Dalla lettura del luogo.
Il lotto, di circa 2.173 m², presentava un’elevata capacità di edificazione, ma anche vincoli urbanistici che ne condizionavano profondamente lo sviluppo.
L’unico accesso carrabile e pedonale era previsto dal fronte strada, mentre la fascia di rispetto di 20 metri e i distacchi dai confini riducevano sensibilmente l’area realmente edificabile.
Ogni vincolo è stato affrontato non come un limite, ma come un’opportunità progettuale.
È proprio dall’equilibrio tra normativa, esigenze della committenza e caratteristiche del luogo che ha preso forma il concept dell’intervento.
La ricerca progettuale
Dall’intuizione alle prime ipotesi

Il progetto nasce da un processo di indagine e sperimentazione.
Nelle fasi iniziali vengono esplorate diverse ipotesi compositive, capaci di rispondere alle stesse esigenze funzionali, ma differenti nel rapporto tra spazi, volumi, luce e paesaggio.
Lo studio si concentra sull’organizzazione degli spazi interni, sulle proporzioni e sul dialogo con il contesto, mettendo a confronto soluzioni diverse prima di definire quella più coerente, con le esigenze della committenza.
Gli schizzi prospettici che documentano questo percorso: non rappresentano il progetto concluso, ma il momento in cui le idee vengono messe alla prova e progressivamente definite.
La ricerca compositiva
Due interpretazioni dello stesso programma funzionale

Dalle stesse condizioni di partenza possono nascere interpretazioni progettuali differenti.
Ogni proposta risponde alle medesime esigenze funzionali, ma sviluppa un diverso rapporto tra volumi, materia, luce e paesaggio.
La prima interpretazione privilegia l’essenzialità dei volumi puri, le coperture piane e un’architettura introversa, nella quale gli spazi si organizzano attorno alla corte, intesa come luogo di relazione tra interno ed esterno.
La seconda interpreta gli stessi principi, ma il portico, elemento di connessione tra architettura e paesaggio, insieme ai volumi e alle coperture, definisce un linguaggio formale più radicato nel carattere del territorio.
La scelta progettuale
L’identità riconosciuta dalla committenza
La committenza ha riconosciuto nella seconda proposta l’identità più vicina al proprio modo di abitare, orientando il successivo sviluppo del progetto.
Non tutte le ricerche progettuali conducono alla soluzione realizzata.
Alcune rimangono aperte come laboratorio di sperimentazione, diventando patrimonio di idee, riferimenti e possibili evoluzioni future.
L’ evoluzione del progetto
Dal concept alla definizione dell’intervento
La soluzione scelta dà avvio allo sviluppo progettuale dell’intero intervento.
Il concept architettonico nasce dall’esigenza di destrutturare il volume monolitico, imposto dai vincoli, restituendogli un’identità attraverso la reinterpretazione della tradizione dell’architettura umbra.
Falde, setti e aggetti, riletti in chiave contemporanea attraverso geometrie essenziali e il dialogo materico tra intonaco e corten, frammentano visivamente la compattezza dei prospetti, restituendo al volume una nuova articolazione.
Dal progetto al cantiere
La realizzazione è sempre il risultato di un processo condiviso.
La qualità di un progetto non dipende solo dalla sua idea iniziale, ma dalla capacità di trasformarla in realtà.
Le varie fasi di realizzazione richiedono il coordinamento tra committenza, progettisti, imprese e maestranze, in un dialogo continuo tra progetto e cantiere. È attraverso questo lavoro condiviso che ogni scelta progettuale trova la propria concreta espressione.
Dal progetto disegnato al progetto costruito.
Il confronto tra l’idea progettuale e la sua realizzazione.
Il progetto prende vita
Il progetto trova il suo compimento quando diventa spazio vissuto